Cantine Casa Vinicola Nera
Esperienze enoturistiche presso le storiche cantine Nera
Scarica QUI il depliant con tutte le informazioni e i costi di una visita guidata nella storia e nella tradizione vitivinicola valtellinese
Esperienze enoturistiche presso le storiche cantine Nera
Scarica QUI il depliant con tutte le informazioni e i costi di una visita guidata nella storia e nella tradizione vitivinicola valtellinese
Indirizzo:
Alpe Trona Soliva – Gerola Alta – SO
Telefono:
+39 3515907013
E-mail:
rifugiotronasoliva1907@gmail.com
Sito:
rifugilombardia.it/sondrio/gerola-alta/rifugio-trona-soliva..html
Il rifugio Trona Soliva è situato all’interno del Parco delle Orobie Valtellinesi in un punto panoramico sull’anfiteatro di Trona.
Realizzato in una vecchia casera, è un rifugio semplice ed accogliente con due sale da pranzo in ambiente caratteristico, dove gustare la cucina tipica oltre ad alcune specialità come la minestra di ortiche, gli gnocchi di polenta ai formaggi d’alpeggio, la mascherpa, il pane e la pasta fatti in casa. Dispone di stanze con letti a castello e un bagno al piano. All’esterno, i tavoli in legno offrono un punto per godersi una pausa all’aperto, prendere il sole o consumare il pranzo.
È raggiungibile a piedi senza difficoltà anche da bambini, tramite la strada agrosilvopastorale da Laveggiolo con circa 1 ora e 30/2 ore di cammino.
Sono un’importante testimonianza dal punto di vista storico, religioso e antropologico. Presenti in tutto il Mandamento e in particolar modo sulla Costiera dei Cèch, in dialetto locale i “cincett” sul versante retico e “gesiӧӧ” sul versante orobico, raccontano la storia dei luoghi. Sono esempi di arte povera e devozione popolare, dove la gente si raccoglieva in preghiera per chiedere l’aiuto alla fatica quotidiana, per ringraziare Dio di uno scampato pericolo, come ex-voto, e per proteggersi da calamità e malattie.
Le opere spesso erano realizzate da artisti anonimi e locali che riuscivano a ricostruire in modo particolare la storia di quello che stava succedendo nella loro società, santelle abbellite e curate per svelare situazioni ambientali e culturali, tradizioni e leggende.
Queste cappelle hanno avuto nel tempo una specifica denominazione data dal luogo dove sono state costruite e sono presenti anche in alcune carte mappali catastali, proprio come punto di riferimento per la nomenclatura del territorio.
La Chiesa di San Giorgio domina dall’alto il paese di Talamona, attorniata da case rurali in una zona ove sorgevano fortificazioni medievali.
Di origine trecentesca, la chiesa ha un’unica navata con ai lati 2 cappelle e probabilmente era già affrescata nel sec. XV.
Sul portone d’ingresso si trova un rosone con 8 raggi che rappresentano l’infinito. La chiesa fu ridipinta nel 1570 da Francesco Guaita e Abbondio Baruta. Rimangono visibili due affreschi – una Ultima Cena e una Madonna – mentre sopra l’altare maggiore è posta un’ancona lignea che raffigura la Madonna con il Bambino in braccio; a destra è rappresentato Sant’Alberto vescovo, mentre a sinistra San Giorgio con il drago ai suoi piedi. Il quadro è stato eseguito nel 1601 da Carlo Buzzi.
… Passando per la Marmitta dei Giganti!
Percorso ad anello di difficoltà turistica, con dislivello di 300 m e durata di 1 h e 45 minuti
Raggiunto il paese di Tartano si scende lungo la stradina che porta alla località Biorca (m 1140) dove si parcheggia l’auto. Alcuni cartelli escursionistici segnalano la meta del Giardino Botanico delle Orobie ad un’ora di distanza. Ci si incammina su una pista sterrata che, dopo un primo tratto quasi pianeggiante, comincia a salire e porta ad un ponticello. Dei segnavia indicano la sinistra per il giardino botanico (dato a 20 minuti) e la Val di Lemma. Si imbocca un sentiero che comincia a salire e conduce al progetto “In forma d’acqua” che illustra in 10 tappe un peculiare aspetto dell’acqua, risorsa preziosissima e indispensabile per la vita. Le 10 stazioni sono state realizzate con allestimenti in materiali naturali (legna, pietra), piccole installazioni e preziose indicazioni, raccolte in altrettanti pannelli con protagonista la rana Rina, una rana rossa le cui impronte costituiscono i segnavia per raggiungere la meta. Il torrente Tartano di Val Lemma scende con rabbiosi salti in una forra. Fra corridoio, pozze e salti nella roccia, si può ammirare un’interessante marmitta dei giganti. L’acqua che con il suo moto a vortice l’ha scavata ora non la tocca più, ma scende da un piccolo salto a lato. Il sentiero approda quindi ad una pista sterrata, che proviene da destra, dalla Val Budria. Ci si allontana dal torrente e si procede su questa pista, salendo verso sinistra. In breve si raggiunge il Giardino Botanico delle Orobie (1.450 m) che conserva le specie vegetali delle Alpi lombarde nei loro habitat naturali per la salvaguardia e la divulgazione. Il ritorno a Tartano avviene scendendo sulla medesima pista sterrata, fino al punto nel quale si è lasciato il sentiero della Marmitta dei Giganti. Qui, per variare l’itinerario, si può proseguire sulla pista che volge a sinistra e sale per un breve tratto, per poi iniziare una discesa con alcuni tornanti, nello scenario di una splendida pecceta. La pista si immette nella pista sterrata che risale la bassa Val Budria, si prosegue la discesa sulla pista ed in breve ci si ritrova al bivio del ponticello che all’andata ha portato alle soglie della Val di Lemma. Proseguendo diritti, si torna alla Biorca, il punto di partenza dell’itinerario.
PARTENZA E ARRIVO: Filorera (Val Masino)
LUNGHEZZA: 14,7 km
DISLIVELLO: 350 m
FONDO: 30% naturale, 22% lastricato, 48% asfalto
DIFFICOLTÀ: Intermedio
TEMPO DI PERCORRENZA: 1 h
La Val Masino può essere la scelta giusta anche per un tour all-mountain come questo che include vari punti di interesse quali la località Bagni di Masino, con le acque curative che sgorgano in superficie a 38 °C.
Il tour in Val Masino ha come punto di partenza la località di Filorera. Il percorso segue la ciclabile in riva al torrente Masino, attraverso nuclei di case in sasso e prati con giganteschi massi granitici come il Sasso Remenno. Una volta giunti a San Martino si devia a sinistra verso la Valle dei Bagni con il passaggio nella Foresta dei Bagni di Masino. Il sentiero nel bosco è un sali-scendi con alcuni passaggi tecnici, quindi il percorso ritorna a San Martino e da lì segue lo stesso itinerario di andata fino a Filorera.
Il tour è percorribile con hand-mountain-bike elettriche (batteria min. 500W), ma seguendo alcune varianti:
PARTENZA E ARRIVO: Morbegno
LUNGHEZZA: 32,7 km
DISLIVELLO: 190 m
FONDO: 5% sentiero, 23% lastricato, 72% asfalto
DIFFICOLTÀ: Facile
TEMPO DI PERCORRENZA: 1.45 h
Il fondovalle in Bassa Valtellina è ancora agricolo e con il fiume Adda che lo attraversa da est a ovest. I paesi sono tutti ai piedi dei versanti Alpini, con i terrazzamenti che abbelliscono fino a mezza costa la parte Retica. Il percorso in bici è un piacevole e interessante riassunto di questa zona.
Il centro di Morbegno è il punto di partenza di questo itinerario, di qua e di là dal fiume Adda. Il percorso inizia da Piazza Sant’Antonio, attraversa la città in direzione nord e segue il Sentiero Valtellina sino alla frazione di Piagno (Cosio Valtellino). Qui c’è una deviazione e, dopo un tratto su mulattiera, ecco la località di Vallate con i resti dell’antica abbazia consacrata a San Pietro. Dopo la pausa culturale il tour prosegue per i centri storici di Rogolo, Andalo Valtellino e Delebio. Il rientro a Morbegno segue sempre il Sentiero Valtellina, con passaggio nel Parco della Bosca.
PARTENZA E ARRIVO: Morbegno
LUNGHEZZA: 42,5 km
DISLIVELLO: 960 m
FONDO: 5% sentiero, 23% lastricato, 72% asfalto
DIFFICOLTÀ: Intermedio
TEMPO DI PERCORRENZA: 3 h
Il percorso all-mountain di 42,5 km sulla Costiera dei Cech inizia dal centro di Morbegno. Il tour attraversa la città, in direzione nord, e oltre il Ponte di Ganda segue un tratto di Sentiero Valtellina per poi salire su una mulattiera nel bosco fino al paese di Dazio, con tappa nel Bosco dei Bambini. Da qui – tra vigne e boschi – prosegue in direzione ovest e fa tappa nei borghi di Cadelsasso, Mello, Cercino e Cino. La discesa verso Mantello ha due varianti, ovvero il trail Valle Oscura oppure la mulattiera, mentre il ritorno a Morbegno è attraverso il Sentiero Valtellina.
Il tour è percorribile con hand-mountain-bike elettriche (batteria min. 500W) seguendo una specifica variante della traccia che evita tratti particolarmente stretti ed esposti.
Indirizzo:
Via Roncaiola, 4A – 23013 Cosio Valtellina (SO)
E-mail:
info@tecno-auto.it
Sito web:
www.tecno-auto.it
La Tecnoauto nasce nel 1995 come autofficina indipendente e ad oggi, è un’officina meccatronica a gestione familiare specializzata nella riparazione non solo di automobili ma anche di camper. Ci occupiamo di ogni aspetto: dalla meccanica all’elettricità, dall’idraulica agli accessori. Da oltre 15 anni offriamo anche un servizio di noleggio camper, van e, più recentemente rooftent. I nostri mezzi, sempre nuovi e curati con attenzione, garantiscono la migliore esperienza di viaggio e la massima tranquillità per i nostri clienti.
Indirizzo:
Via Somvalle, 279 – 23010 Forcola (SO)
Telefono:
+39 347 5272175
E-mail:
giannabula@outlook.it
Sito web:
www.bebariadimontagna.it
CIR: 014024-CIM-00002
Nuovo B&B in Val Tartano, completamente arredato in legno di larice, a pochi passi dal Ponte nel Cielo. Si trova nel centro del paese, da dove si possono imboccare numerosi sentieri da trekking. La colazione è a base di torte e biscotti fatti in casa e altri prodotto a km0.