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Autore: Infopoint

B&B Aria di Montagna

B&B Aria di Montagna

Indirizzo:
Via Somvalle, 279 – 23010 Forcola (SO)

Telefono:
+39 347 5272175

E-mail:
giannabula@outlook.it

Sito web:
www.bebariadimontagna.it

CIR: 014024-CIM-00002

Nuovo B&B in Val Tartano, completamente arredato in legno di larice, a pochi passi dal Ponte nel Cielo. Si trova nel centro del paese, da dove si possono imboccare numerosi sentieri da trekking. La colazione è a base di torte e biscotti fatti in casa e altri prodotto a km0.

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Happy Forest

Happy Forest

Indirizzo:
Loc. Arighetti – 23013 Cosio Valtellino (SO)

Telefono:
+39 393 6313873

E-mail:
6ps.sabbiature@gmail.com

CIR: 014024-CIM-00002

Una casa indipendente ai bordi del bosco per potersi rilassare e vivere nella natura. Dispone di una camera con un letto matrimoniale e un letto singolo e una seconda camera con un letto singolo e un letto a castello. Nella zona giorno salotto con divano letto, bagno con doccia e un balcone a cui si può accedere anche attraverso la cucina. All’esterno è presente un barbecue con a fianco un tavolo di legno. La casa è dotata di connessione Wi-fi.

Olmo Garden Apartment

Olmo Garden Apartment

Indirizzo:
Via Matteo Olmo, 48 – 23017 Morbegno (SO)

Telefono:
+39 351 9748720 Stefano – +39 348 8995205 Graziella

E-mail:
stefanocassina972@gmail.com

CIR: 014045-LNI-00002

Nuovo appartamento di 50 mq situato al piano terra, in classe energetica A con accesso per persone disabili. Si trova a pochi passi dalla stazione di Morbegno e a 10 minuti dal centro. Dispone di camera con letto matrimoniale e living room con divano letto molto comodo. Giardino privato con area attrezzata per relax. Presente anche un parcheggio privato con possibilità di lasciare anche biciclette e attrezzatura sportiva. Wi-fi gratuito.

Graziosa

Panoramica esterno casa graziosa mellarolo valgerola

Camera da letto casa graziosa mellarolo valgerola

Bagno sotto casa graziosa mellarolo valgerola

Balconcino casa graziosa mellarolo valgerola

Graziosa, casetta in Valgerola

Indirizzo:

Via Rasura, 1 – Fraz. Mellarolo, 23013 Cosio Valtellino (SO)

Telefono:
+39 338 8544322

E-mail:
annazoaldi@gmail.com

CIR: 014024-CNI-00005

Deliziosa casetta di montagna per tutte le stagioni

Una casetta in un piccolo paese della Valgerola, Mellarolo, a 900 metri di altitudine, dove la gente è
semplice e genuina come un tempo.

Si tratta di una recente ristrutturazione, terminata nell’aprile 2022, di una vecchia cascina, nel pieno
rispetto dell’ambiente. In stile moderno, luminosa e tranquilla.

La casa di 80 mq è composta da una zona living con cucina, un bagno con doccia, un soppalco con letto
matrimoniale e un piccolo terrazzo panoramico al primo piano. Al pian terreno una camera matrimoniale e un secondo bagno con doccia. Nello spazio esterno si trovano un bersò con tavolino e sdraio e un giardino. Un angolo di pace in un luogo unico dove sembra che il tempo si sia fermato.

Dal balcone potrai ammirare lo stupendo panorama delle Alpi Orobie.

La casa dista pochi km da Morbegno ed è in una posizione strategica (un ottimo punto di partenza) per
escursioni e sport di montagna sia nel periodo estivo sia nel periodo invernale.

Accanto alla proprietà un parcheggio gratuito. A disposizione lenzuola, coperte, asciugamani, sdraio, occorrente per la cucina. Wi-fi disponibile in tutta la casa.

Borgo di Sostila

Sostila è un borgo medievale risalente al XVI secolo, a 820 metri di altitudine. Si trova a monte del paese di Sirta da cui dista un’ora e mezza di cammino. E’ raggiungibile solo a piedi, percorrendo la storica mulattiera della Val Fabiòlo oppure il sentiero che parte dalla strada della Val Tartano, in circa 30 minuti.

Abitato fino agli anni 60, il borgo di Sostila è un paese sospeso nel tempo. Non si ha l’impressione dell’abbandono ma di una momentanea assenza di abitanti che però potrebbero tornare da un momento all’altro.

Molte delle case in pietra sono di origine settecentesca. La scuola elementare, chiusa nel 1958, conserva ancora l’aula con i banchi dei bambini che l’hanno frequentata. La mancanza di una strada di collegamento con i centri abitati ha fatto sì che questo borgo rurale di cultura alpina si mantenesse intatto. Così tanto da poterlo considerare un unicum in tutta la Valtellina.

La comunità viveva raccolta intorno alla chiesa della Madonna della Neve, alla cui festa di agosto convenivano anche dai paesi della bassa valle e della Val Tartano. Il sostentamento era offerto dalla natura. Innanzitutto la castagna, consumata cotta o cruda o come farina base dell’alimentazione, i frutti dell’orto e delle poche piante da frutta coltivate sui pendii. Infine gli animali da allevamento e il faggio che forniva legna da ardere.

Le architetture rurali in Val Tartano

La Valtellina è posta in un’area di confine tra sistemi radicalmente diversi che privilegiano rispettivamente l’uso della pietra e del legno. Quest’ultimo è prevalente in Valfurva, a Livigno in particolare, in alta valle di San Giacomo e in parte della Val Bregaglia in Valchiavenna. Invece la media Valtellina, sia sul versante orobico che su quello retico, vede una netta prevalenza dell’uso della pietra. Senza escludere la possibilità di un influsso culturale pastorale da altre aree alpine, questa eccezione è legata anche ad una maggiore disponibilità del legno di larice, adatto all’uso e resistente alle intemperie. Le residenze permanenti hanno struttura in pietra e malta e sono ancora rilevabili parti di edifici di origine alto-medievale. Inoltre, hanno grandi pietre d’angolo e gli arcaici portali con pietre monolitiche, sia nei piedritti che negli architravi.

La Val Tartano ha mantenuto intatto, fino agli anni ’70 del ‘900, il proprio patrimonio tradizionale di architettura contadina con linguaggi differenti tra la zona di Campo e quella di Tartano. Sono le stesse differenze che si riscontrano nel linguaggio e che sono state ben documentate nel Dizionario dei dialetti delle due comunità da parte di Giovanni Bianchini. Questa originalità non è stata fino ad oggi adeguatamente salvaguardata e il patrimonio delle dimore tradizionale è andato incontro, purtroppo, a molte demolizioni e irrimediabili trasformazioni.

In ambedue le località (a Campo e a Tartano) gli insediamenti invernali costituiscono un insediamento di valle. Non esiste un villaggio vero e proprio, accentrato, ma siamo in presenza di una rete di piccole contrade. La chiesa, con il suo recinto sacro, è situata in un luogo baricentrico e visibile da tutte le frazioni. A Campo le contrade sono dei piccoli nuclei di abitazioni in pietra, mentre a Tartano, sia in Val Lunga che in Val Corta, esse si riducono spesso a delle grandi case. Si tratta di masi abitati da famiglie allargate, poste sui dossi, al riparo dalle valanghe e dalle alluvioni del torrente. Un’altra particolarità della Val Tartano, a partire dalla metà del XVII secolo, è legata al fatto che le stalle e i fienili si diffusero con una particolare tipologia. Lo zoccolo è in muratura e la parte in elevazione è in legno con struttura a travi incastrate (tipo blockbau, nella parlata locale detto scepàda o incucadüra) e con montanti verticali inseriti in travi scanalate (a canne d’organo, nella parlata locale tapunàda o cani dè òrghegn).

Un altra specificità della dimora della Val Tartano è la presenza, anche se solo in alcune località, di un locale ad uso stüa, cioè rivestito completamente di tavole di legno, con stufa (pigna) interna al locale ma con accensione esterna, in genere in cucina. Anche questo ambiente è in genere diffuso nella dimora rurale tradizionale solo in Valchiavenna e in alta Valtellina, mentre nella media Valtellina persiste il riscaldamento con camera a fumo e focolare centrale, senza canna fumaria. Così è, per esempio, nella vicina Val Fabiòlo dove l’unica stüa è presente solo nella casa parrocchiale, anche se con accensione interna alla stanza. Due esempi interessanti di stüe con pigna in muratura in dimore rurali sono ancora oggi rilevabili in Val Corta, a La Foppa e alla Bratta, la frazione abitata più alta di quella valle. Dalle caratteristiche rilevabili sembra evidente che tali soluzioni sono adattamenti migliorativi della casa di epoca moderna (XVII – XVII secolo), in corrispondenza con la diffusione di un importante miglioramento tecnologico, la canna fumaria. Le stalle-fienili non sono sempre unite alla residenza, spesso sono edifici isolati costruiti in posizione logistica favorevole rispetto ai prati, in modo da poter facilmente essere utilizzati per la conservazione del fieno. Sopra in nuclei abitati, con una certa regolarità, al limitare del bosco, si ritrovano anche piccoli edifici, parte in legno e parte in pietra, per la custodia delle capre.

Cechouse

Cechouse

Indirizzo:
Via Parravicini, 22 – 23019 Traona (SO)

Telefono:
+39 333 5891031

E-mail:
arianna@aliverti.it

CIR: 014069-CNI-00009

Nella costiera soliva dei Cech un appartamento luminoso, molto confortevole, disposto su due piani. Al piano inferiore è presente un’ampia cucina attrezzata con zona pranzo, un soggiorno spazioso con camino, un bagno di servizio con vasca e uno spazio giochi per bambini. Al piano superiore la zona notte con 3 camere da letto e un altro bagno con doccia doppia.

Free Wi-fi, lavatrice, lavastoviglie, TV, lettino e seggioloni per bambini, biancheria, asciugacapelli e tutto il necessario per la colazione (confezionata).

A dieci minuti d’auto dal Lago di Como e a cinque minuti da Morbegno e dal Sentiero Valtellina. Ottima base per escursioni nelle valli limitrofe, trekking e sci (Valmasino, Valgerola, Valmalenco, Valchiavenna).

Chiesa di San Martino

A Cosio, la chiesa di San Martino, originaria del XII secolo, ha subito modifiche nel XV e XVII. Oltre a frammenti di pregevoli affreschi del Cinquecento, tele, statue e arredi dei secoli XV-XVIII, custodisce una tela con il Martirio di S. Bartolomeo, di ottima fattura. Si ritiene dipinto su un modello di un’incisione di Giuseppe Ribera detto lo Spagnoletto.

All’esterno sul fianco di sinistra sono visibili affreschi del Cinquecento che ritraggono San Sebastiano e San Martino a cavallo. In una nicchia la Madonna con due Santi ed in due tondi l’Angelo e l’Annunziata.