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chiesetta alpe scermendone val masino

Alpe Scermendone

PARTENZA: Buglio in Monte/Our di Cima

ARRIVO: Alpe Scermendone

DISLIVELLO: +715 m

DIFFICOLTÀ: T (turistica)

DURATA: 2 h

Il lungo dosso che, alle spalle del paese di Buglio in Monte, si snoda dalla Punta Mercantelli (2070 m) alla Cima Vignone (2608 m) è conosciuto col nome di Scermendone.

Posto a cavallo tra la Valtellina e la Valle del Sasso Bissolo (Val Masino), la felice esposizione consente una rapida scomparsa del manto nevoso e rende la zona adatta a passeggiate in tutta tranquillità, senza arrancare nella neve, ma tuttavia con la possibilità di raggiungere una quota superiore ai 2000 metri.

Da Buglio in Monte si giunge con la vettura sino al maggengo di Our di Cima (1415 m) ottima base di partenza per diverse escursioni.

Si va infatti da quella più semplice sino all’Alpe Granda (40 minuti), alla passeggiata attraverso le località “Merla” e “Verdel” di indubbio valore naturalistico, alla più lunga salita all’alpe Scermendone e alla chiesetta di San Quirico (2130 m – circa 2 ore).

Nelle vicinanze della chiesetta (2131 m) il comune di Buglio in Monte ha attrezzato una baita nella quale, in caso di maltempo, è possibile ripararsi.

La vista che si gode da qui è veramente eccezionale: a nordest spicca imponente la mole del Monte Disgrazia e il gruppo dei Corni Bruciati, a nord, in secondo piano, le cime della Val Masino; a sud si apre la Valtellina con un impressionante colpo d’occhio che percorre tutte le Alpi Orobie, dal Monte Legnone sino al gruppo dell’Adamello.

Poira di civo Bivacco bottani cornaggia

Poira di Civo – Bivacco Bottani-Cornaggia

PARTENZA: Poira di Dentro (Civo)

ARRIVO: Bivacco Bottani Cornaggia

DURATA: (andata) 3 h 30 min.

DIFFICOLTÀ: E (Escursionisti)

Per gli amanti dei panorami, l’escursione al Bivacco Bottani Cornaggia permette di osservare la Valtellina, da Sondrio al Lario, e le Valli del Bitto.

Da Poira di Dentro (1077 m) si risale l’assolato versante che precede le baite di Prà Sücc. Oltre il limite degli alberi il percorso si addolcisce, fiancheggiato a sinistra dai Tre Cornini. Dall’Alpe Visogno (2003 m), tra grandi rocce modellate da antichi ghiacciai, si volge gradualmente a destra fino al Bivacco Bottani Cornaggia (2327 m).

Laghi di Porcile val tartano orobie

Laghi di Porcile

PARTENZA: Arale (Val Lunga, Tartano)

ARRIVO: Lago di Sopra

DISLIVELLO: +600 m

DIFFICOLTÀ: E (Escursionistica)

DURATA: ca. 2 h

Itinerario

Il punto di partenza è in Val Lunga (la valle a sinistra rispetto al centro abitato di Tartano), nei pressi della contrada Arale, quando la strada termina in località Scesure ed inizia, in prossimità di un tornante, il sentiero numero 112.

Siamo circa a quota 1500 m; qui il percorso attraversa un bosco di conifere e, poi, una serie di prati, con i muretti a secco, barek in dialetto, che una volta delimitavano le porzioni di pascolo e oggi raccontano il passato agricolo-pastorale della Val Tartano.
Superata la Baita Bianca, si attraversauna passerella in cemento sul torrente della Val Dordonella e una serie di tornanti in un fresco sottobosco. In sottofondo il mormorio delle acque del torrente Tartano, che scendono a valle, e che, poco sopra, sono da attraversare su un percorso di sassi nella piana con la Casera Porcile (1803 m),
Un bel prato in pendenza, fiorito con la bella stagione, accompagna verso la Baita Lares.

Al bivio seguire sul sentiero di sinistra.
Il percorso, indicato con i segnavia bianco-rossi, risale su roccia e sentiero, tra cespugli e pochi larici, sino a raggiungere – dopo un pianoro – il primo lago, a quota 2005 metri, detto “Piccolo”.
In sequenza, il dislivello è modesto, ci sono, ognuno in una sua conca, il lago “Grande” (2030 m) e poco più su, seguendo la segnaletica, il lago “di Sopra” (2095 m).

Il punto panoramico

Il sentiero 101, indicato da un cartello a pochi metri dal terzo lago, passando sui massi di una ganda raggiunge la cresta e il Passo di Tartano (2108 m slm). È su questa linea di confine tra la provincia di Sondrio e la provincia di Bergamo che, con lo sguardo verso la Val Tartano, c’è la migliore visuale sui laghi di Porcile.

E in inverno…

Per chi ha desiderio di raggiungere i laghi di Porcile in inverno, con le ciaspole o gli sci, c’è la guida “Val Tartano: tutte le cime con gli sci” di Roberto Ganassa, fotografo ed appassionato di montagna, edita da Beno Editore.

(Fonte: www.amolavaltellina.eu)

colondello delebio

Il Colondello

Il colondello delebiese era la tipica struttura abitativa del comune di Delebio, il suo nome “culundél” deriva dal latino colonia.

Se ne contano in tutto il paese ben 66 come risulta della cartina comunale del 1812 anche se oggigiorno a causa dei vari interventi di ristrutturazione edilizia pochi conservano ancora il loro aspetto originario.

Il tipico colondello è composto da gruppi di case rurali con annesse stalle e fienili costruiti in pietra e legno che si sviluppano attorno ad un cortile interno molto spesso ciottolato (griscia).

All’interno di esso si svolgevano tutte le attività della comunità agricola organizzate attorno a uno spazio funzionale gestito e abitato in comune. Infatti nello stesso colondello potevano vivere insieme anche sei differenti famiglie legate da solidi vincoli di interdipendenza e dalla necessità di aiuto reciproco, il tutto regolamentato da solide regole orali tramandate di generazione in generazione.

Questo particolare sistema abitativo è un esempio unico in Valtellina e tipico del nostro comune, infatti strutture abitative di questo genere sono frequenti nelle zone della pianura padana come nel basso lecchese e bergamasco.

tempietto votivo alpini andalo valtellino

Tempietto Votivo degli Alpini

Il gruppo Alpini di Andalo Valtellino è stato fondato nel febbraio del 1967.

Inizialmente gli alpini di Andalo erano iscritti nel gruppo di Delebio ma grazie all’impegno e alla passione in primo luogo degli alpini Dattomi Donnino e Margolfo Italo, con la collaborazione di alcuni ex combattenti e di altri alpini simpatizzanti, si è costituito un gruppo anche nel paese di Andalo.

L’impegno primario del gruppo è sempre stato quello di ricordare e commemorare, attraverso la festa annuale dell’ultima domenica di gennaio, tutti i caduti e i dispersi di Andalo Valtellino nelle due grandi guerre.

Un ricordo particolare è sempre stato dedicato ai caduti e ai dispersi del fronte russo dove, in particolare nelle tragiche battaglie di Nicolajewka e Warwarowka, molti alpini hanno perduto la loro giovane vita.

Nel 1996 all’interno del gruppo è sorta l’idea di costruire un tempietto votivo e grazie alla concessione di un terreno a Piazzo, di proprietà della signora Ziveri Irene, moglie del geom. Gherbi Martino, nel febbraio del 1997 sono iniziati i lavori.

Dopo tre anni circa di grande impegno e grazie anche all’aiuto di molti simpatizzanti, enti e piccole imprese, il 26 settembre 1999 si è celebrata l’inaugurazione ufficiale e sono state scoperte le due lapidi con incisi i nomi dei caduti e dei dispersi.

Da allora, ogni anno, l’ultima domenica di agosto viene organizzata una festa popolare che coinvolge tutto il paese.

Attrattiva aperta al pubblico e visitabile.

lavatoio pedesina valgerola

Lavatoio di Pedesina

Il lavatoio di Pedesina, luogo in passato di lavoro e di incontro, è oggi ornato e colorato con una serie di immagini a sgraffito, una tecnica di decorazione a fresco, opera di Anna Papini.

I simboli e le parole raccontano la storia passata e presente di questo piccolo paese, il secondo meno popolato in Italia.

lavatoio gerola alta

Antico lavatoio di Gerola Alta

Il lavatoio di Gerola Alta che in passato era tra i pochi punti di rifornimento di acqua potabile e luogo di socialità, soprattutto per le donne del paese, è in riva al torrente Bitto. Lo spazio restaurato ha in mostra gli oggetti un tempo utili e usati per il bucato, con schede informative a supporto, e da lì si può ammirare la vista sul campanile di San Bartolomeo.

Lavatoio civo

Fontane e lavatoi di Civo

Le fontane e i lavatoi che costellano i nostri borghi sono tra le testimonianze storiche che più si distinguono per la loro diffusione, per il loro utilizzo ancora attuale e per la loro unicità. Dalle semplici vasche alle strutture coperte più elaborate, ogni pezzo è infatti un “pezzo unico”, degno di nota non solo per la semplice e rustica bellezza, ma anche perché frutto di quel sapere artigianale, presente anche nei più piccoli abitati, che non solo riusciva a trarre dalle materie locali qualcosa di utile, ma anche qualcosa di bello.

Per valorizzare questo patrimonio etnografico, comune di Civo e Fondazione Cariplo hanno realizzato un progetto di valorizzazione censendo e ristrutturando fontane e lavatoi delle numerose frazioni del comune cèch. L’intero lavoro è stato raccolto in una brochure che, oltre ad informazioni aggiuntive, contiene un itinerario che vi consentirà di scoprire i manufatti e assaggiare la fresca acqua di montagna che sgorga e disseta, oggi come un tempo!

Scarica qui la brochure

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Chiesa di Sant’Antonio Abate

La Chiesa di Sant’Antonio Abate è la più antica della Val Tartano.

Non si conosce la data di fondazione, ma è presente già in alcuni documenti del XIV secolo.

Inizialmente la cappella (ora dedicata alla Vergine Immacolata) era dedicata ai santi Mauro e Gottardo.

Attualmente la Chiesa, risultato di vari interventi effettuati nel secolo XVII e XVIII, è ad una navata con tre campate con archi e volte a crociera.

L’altare maggiore conserva una ancona lignea che corrisponde alle descrizioni settecentesche, con una tela raffigurante la Vergine in trono, incoronata, con il Bambino tra gli angeli e sormontata da una colomba.

Alla sua destra Sant’Antonio Abate e alla sinistra san Giovanni Battista. L’altare laterale è oggi dedicato alla Vergine Immacolata di cui si conserva una tela sopra l’altare. Sempre nella cappella laterale è conservata una tela con la scena della Natività dono di Giovan Antonio Brisa e datata 1648. Sempre dello stesso committente e datata 1653 è la tela raffigurante S. Antonio da Padova, posta sopra la porta d’ingresso.

Il campanile è separato dalla chiesa e collegato ad essa tramite un sagrato coperto, pavimentato in acciottolato.

Il piano superiore del sagrato coperto è occupato da un locale (datato 1660) a cui si accede da una scala interna. Qui sono conservate tre tele settecentesche di buona mano, purtroppo in pessime condizioni, una raffigurante san Barnaba, un’altra la Vergine del Rosario tra santi e la terza S. Antonio da Padova che porge il Bambino alla Vergine.

All’esterno, sul fianco occidentale, è posto un affresco di Sant’Antonio Abate e San Giovanni Battista ed è collocata una piccola cappella dedicata alla Madonna del Rosario.

putto affrescato

Oratorio di San Gerolamo

Oratorio privato edificato dai Conti Peregalli per la propria residenza nobiliare in Delebio, affaccia sulla pubblica via, accessibile dalla popolazione già all’epoca della sua costruzione, è oggi proprietà del Comune, donato dai proprietari Cattaneo nel 2004.

La forma attuale è stata edificata nella metà del 1700 su progetto dell’architetto Pietro Solari da Bolvedro su di un preesistente Oratorio.

Presenta una facciata dall’andamento curvilineo tripartita in altezza da cornici in pietra aggettanti e orizzontalmente da lesene. Al centro il portone d’ingresso incorniciato dall’imponente portale in granito anch’esso ad andamento curvilineo. Ma è l’interno a stupire per la ricchezza e finezza dell’insieme organico di architettura, pittura e decorazioni in stucco, una testimonianza degna di interesse sovracomunale del Rococò in Lombardia. L’impianto architettonico costituito da un unico spazio centrale a base rettangolare è visivamente e spazialmente ampliato dalla presenza di quattro pilastri poliformi che sostengono la volta centrale e creano un deambulatorio perimetrale che dall’ingresso conduce all’altare. Balconate, tribune e matronei lignei ad andamento curvilineo e sinuoso, totalmente dipinti e decorati con cornici di stucchi dorati, movimentano lo spazio del primo livello; salendo lo sguardo non trova riposo, nessuno spazio vuoto, si è avvolti dalla sequenza delle Storie della Vergine del Petrini affrescate sulle pareti e sulla volta, completate dalle quadrature dei fratelli Torricelli che sfondano la volta con un impianto illusionistico di grande effetto e ricchezza cromatica. L’intero spazio è decorato con marmi affrescati, decori floreali, medaglioni, elementi decorativi fantasiosi e cartocci. Punto focale dell’insieme l’altare in marmo nero di Varenna ospitava la pala d’altare del Petrini “La Vergine e S. Gerolamo” ora custodita al Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio.

L’Oratorio è stato parzialmente restaurato, facciate e copertura, nel 2006. 

Informazioni

L’Oratorio è visitabile su richiesta da inoltrare all’ufficio tecnico del Comune di Delebio.