Il Consorzio Migliorie Montane nasce da un gruppo di volontari per la gestione e la manutenzione del territorio montano del Comune di Cosio Valtellino e delle strade che lo attraversano.
Le strade Agro-silvo-pastorali sono regolamentate da una legge regionale che ne limita gli accessi e stabilisce il transito a seguito di pagamento. Per facilitare il rilascio dei PASS è stata introdotta un’applicazione che permette di gestire in completa autonomia la registrazione e il pagamento quando necessario.
Hai tempo 30 giorni per regolarizzare il tuo passaggio.
Tutti i fondi provenienti dal rilascio dei PASS vengono utilizzati dal consorzio per la manutenzione del territorio montano.
Oltre all’acquisto dei PASS puoi contribuire attivamente entrando a far parte del Consorzio e diventarne socio sottoscrivendo la tessera attraverso l’APP.
Lungo la strada che risale il versante orobico fino al Passo San Marco, a circa 720 m di altitudine nella frazione morbegnese di Arzo, la Chiesa di San Giovanni costituisce un autentico gioiello di devozione.
Costruito in luogo di una precedente cappella quattrocentesca, di cui rimangono alcune tracce pittoriche sulla parete absidale, l’edificio attuale risale al XVII secolo e venne arricchito di pregevoli arredi nel secolo successivo nonché rimaneggiato nelle sue decorazioni interne ed esterne a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Il fronte del tempio, di squisite forme barocche, poggia su un alto zoccolo di granito ed è scandito verticalmente da quattro snelle lesene decorate a grottesca culminanti in un cornicione leggermente aggettante che funge da base per il curvilineo fastigio barocco. La facciata, caso rarissimo in Valtellina, è interamente affrescata: tra il portale e il piccolo rosone troviamo una Sacra Conversazione dell’artista valtellinese G. Gavazzeni (seconda metà del XIX secolo) in cui compaiono la Madonna col Bambino, Sant’Antonio da Padova e il Battista, mentre ai lati, tra le lesene, riconosciamo nelle finte nicchie a destra San Luca e a sinistra San Giovanni. Più in alto, tra il marcapiano e il fastigio, osserviamo infine le Virtù Teologali.
L’interno, intimo e accogliente, ad aula con volta, presenta due cappelle laterali e un abside a pianta quadrangolare. Le volte dell’unica navata furono dipinte con semplici motivi ornamentali tra il 1877 e il 1934 mentre lungo le pareti si snoda un’interessante Via Crucis dipinta da Pietro Passerini, secondo la tradizione, allievo del Gavazzeni. La cappella di destra, dedicata alla Madonna, ospita un’elegante ancona lignea risalente al XVI secolo, ed ospita al suo interno una vivace tela tardo-cinquecentesca raffigurante la Madonna col Bambino coronata da due angeli e i Santi Pietro e Giovanni Evangelista.
La cappella di sinistra accoglie un’ancona settecentesca interamente dipinta ad imitazione del marmo. Ospita due tele settecentesche: in alto un piccolo dipinto raffigurante un intenso Ecce Homo, e la pala d’altare con il Cristo Crocefisso con ai lati i Santi Luca Evangelista e Francesco Saverio. Nel presbiterio, addossato alla parete di fondo, l’altare maggiore di epoca barocca in marmi policromi è coronato da un’ancona lignea a portale datata 1590 che racchiude una tela coeva dell’artista tardo manierista Antonio Canclini, originario dell’Alta Valtellina, raffigurante Il Battesimo di Cristo. Dietro l’altare è emersa negli ultimi interventi di restauro una lunetta affrescata risalente alla prima cappella quattrocentesca.
DUE PERCORSI AD ANELLO PER CONOSCERE I LUOGHI CHE HANNO ACCOLTO SUOR MARIA LAURA
ANELLO VERDE
PARTENZA/ARRIVO: Chiesa di San Barnaba
DISLIVELLO: +220 m
DIFFICOLTÀ: E (escursionistica)
LUNGHEZZA: 4 Km
TEMPO DI PERCORRENZA: 2 Ore
Il primo percorso arriva fino alla Chiesetta della Beata Vergine del Rosario della contrada Piana e torna alla Chiesa di San Barnaba.
Il primo percorso più breve ha una lunghezza complessiva di 4 Km con 2 ore di percorrenza, passando per le 3 le contrade delle valle.
ANELLO GIALLO
PARTENZA/ARRIVO: Contrada Piana
DISLIVELLO: +300 m
DIFFICOLTÀ: E (escursionistica)
LUNGHEZZA: 6 Km
TEMPO DI PERCORRENZA: 3 Ore
Il secondo percorso più lungo ha una lunghezza complessiva di 6 Km con 3 ore di percorrenza, passando per le 9 le contrade delle valle.
Nell’incantevole Val Lunga troverete 11 contrade storiche con i cartelli descrittivi, le fontane e le antiche mulattiere, edicole con i misteri del rosario con riproduzioni delle opere di Rupnik accompagnate da frasi di Suor Maria Laura.
Nel periodo invernale è opportuno munirsi di attrezzature adeguate per la presenza della neve.
Da Buglio in Monte la salita è prima su strada asfaltata, poi cementata con pendenze elevate costanti fino al 15%: si usa spesso l’assistenza medio/alta del motore per cui il consumo di batteria può essere notevole. Sull’ultimo tornante che a destra porta a Our di Cima si prende la strada sterrata con fondo compatto che sale ripida a sinistra e conduce all’ampio terrazzo dell’Alpe Granda. Qui si può godere di un panorama a 360 gradi: dalla Valtellina alla Valmasino e al Monte Disgrazia. Un ultimo breve tratto di sentiero verso destra arriva al Rifugio Alpe Granda. In discesa è possibile scegliere la variante della “tagliafuoco” (molto sassosa e piena di vegetazione) che parte sempre sullo stesso ultimo tornante di Our e attraversa fino a Prati Erbolo; qui si incontra la strada asfaltata che scende fino ad Ardenno, permettendo ai più allenati che sono partiti dal piano di completare il giro.
Da Gerola Alta, precisamente dalla Piazza Pizzo Tre Signori, dirigersi al di là del torrente Bitto, attraversando il ponte e raggiungendo il lavatoio. Da qui, sarà visibile sulla vostra destra la mulattiera che sale verso il percorso degli Ecomusensi. Arrivati al bivio per quest’ultimo, proseguire stando sul sentiero di sinistra, salendo verso una stalla visibile pochi metri dopo. Da qui il percorso si immerge in uno stupendo bosco di faggi, il cui sottobosco è caratterizzato dai tipici colori autunnali anche nella stagione estiva. Il sentiero prosegue con una serie di piccoli tornanti, ed una parte finale caratterizzata da alcuni gradini, per poi sbucare dal bosco e giungere ai primi prati della località di Bominallo. Proseguendo per la mulattiera si incontra presto una cappelletta votiva, “gisöl” in dialetto locale, ed una serie di baite.
Attraversando gli ultimi prati della parte alta, si potrà iniziare a godere di una splendida ed ampia vista sulla Valgerola e le sue principali cime, ma anche sulla testata delle Alpi Retiche. Da Bominallo è possibile proseguire per il Monte Motta (1971 m), seguendo il sentiero che si snoda tra le ultime baite della località.
Escursione adatta a tutti che permette di osservare da vicino la vita d’alpeggio, dalla mungitura alla preparazione del formaggio Bitto, all’interno delle tipieche baite dette calecc.
Dal Rifugio Bar Bianco si imbocca il sentiero che percorre i pascoli soprastanti, fino alla Baita del Prato. A sinistra si raggiunge la Val di Paiper toccando l’appartato Lago Culino (1959 m) e arrivare alla soprastante Baita Culino (2042 m).
In Valgerola c’è una passeggiata tra castagneti che vi farà scoprire una mostra scolpita nella roccia e un’affascinante abbazia millenaria.
Potrebbe essere un’idea per concedersi una mezza giornata rigenerante nella natura e scoprire due tesori a cielo aperto dell’ Ecomuseo della Valgerola custoditi nel territorio del comune di Cosio Valtellino:
I massi scolpiti di Dossa
L’abbazia cluniacense di Vallate.
È un’escursione adatta a grandi e piccini.
Il percorso si snoda per 3,5 km (a tratta) con un dislivello di 250 metri lungo su un selciato facile.
Si lascia la macchina al primo tornante della strada della Valgerola e si imbocca la stradina asfaltata per il borgo di Dossa, superato il quale si prosegue su mulattiera sterrata in discesa fino a Vallate.
I massi scolpiti di Dossa sono dei bassorilievi realizzati a grandezza naturale nella roccia dallo scultore Angelo Gabriele Fierro (classe 1941) e raffiguranti per lo più scene religiose che sembrano dare vita alle rocce stesse.
La chiesa e il monastero dei santi Pietro, Paolo e Maiolo, meglio conosciuta come Abbazia di Vallate, sorgono in una radura del bosco dove nel corso dell’undicesimo secolo è stato costruito questo complesso. Oggi è possibile ammirare la torre campanaria, che svetta sopra la chioma delle piante, e una porzione significativa della Chiesa, finemente realizzata in blocchi di pietra locale di misura e colorazioni diverse e impreziosita da decori che non passano inosservati.
Testo di Musei della Valgerola – autrice Veronica Maccani.
Da Infopoint: Partendo dall’infopoint di San Martino si prende la via che porta alla Chiesa di San Benedetto. Dopo averla superata si trova l’imbocco del sentiero sulla sinistra. Da qui si arriva alla Val di Mello.
Da Campo Sportivo: Partendo dal parcheggio del campo sportivo si trova l’inizio del sentiero sulla destra prima del ponte. Arrivati al parcheggio in Val di Mello si può proseguire fino in fondo alla vallata.
L’itinerario si svolge in Valle di Sasso Bisolo, una laterale della Val Masino, partendo da Filorera. La strada è tutta asfaltata anche nei tratti nuovi, sulla sinistra orografica, che negli anni hanno sostituito il vecchio tracciato distrutto da una frana. La pendenza media è abbastanza alta con passaggi oltre il 10% che richiedono anche l’utilizzo dell’assistenza media del motore. A circa metà salita si giunge nel bel piano di Sasso Bisolo, dove è situato il Rifugio Scotti. La salita riprende con una sequenza di tornanti che portano a un parcheggio. Un breve tratto di sentiero molto sconnesso con fondo pieno di grossi sassi conduce al grande Piano di Preda Rossa dominato dal Monte Disgrazia e dai Corni Bruciati. Si potrebbe fare il giro completo del Piano, ma sapendo che bisogna affrontare un guado.
Il lungo dosso che, alle spalle del paese di Buglio in Monte, si snoda dalla Punta Mercantelli (2070 m) alla Cima Vignone (2608 m) è conosciuto col nome di Scermendone.
Posto a cavallo tra la Valtellina e la Valle del Sasso Bissolo (Val Masino), la felice esposizione consente una rapida scomparsa del manto nevoso e rende la zona adatta a passeggiate in tutta tranquillità, senza arrancare nella neve, ma tuttavia con la possibilità di raggiungere una quota superiore ai 2000 metri.
Da Buglio in Monte si giunge con la vettura sino al maggengo di Our di Cima (1415 m) ottima base di partenza per diverse escursioni.
Si va infatti da quella più semplice sino all’Alpe Granda (40 minuti), alla passeggiata attraverso le località “Merla” e “Verdel” di indubbio valore naturalistico, alla più lunga salita all’alpe Scermendone e alla chiesetta di San Quirico (2130 m – circa 2 ore).
Nelle vicinanze della chiesetta (2131 m) il comune di Buglio in Monte ha attrezzato una baita nella quale, in caso di maltempo, è possibile ripararsi.
La vista che si gode da qui è veramente eccezionale: a nordest spicca imponente la mole del Monte Disgrazia e il gruppo dei Corni Bruciati, a nord, in secondo piano, le cime della Val Masino; a sud si apre la Valtellina con un impressionante colpo d’occhio che percorre tutte le Alpi Orobie, dal Monte Legnone sino al gruppo dell’Adamello.